{"id":210,"date":"2016-07-26T15:55:20","date_gmt":"2016-07-26T13:55:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.readymesh.it\/?page_id=210"},"modified":"2020-04-03T13:03:51","modified_gmt":"2020-04-03T11:03:51","slug":"normativa","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.readymesh.it\/tecnologia\/normativa\/","title":{"rendered":"Normativa"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row row_type=&#8221;row_full_center_content&#8221;][vc_column][vc_custom_heading text=&#8221;Marcatura CE per fibre d&#8217;acciaio (EN 14889-1)&#8221; font_container=&#8221;tag:h2|font_size:26px|text_align:center|color:%23eb690b|line_height:1.2&#8243; use_theme_fonts=&#8221;yes&#8221;][vc_column_text]<a href=\"https:\/\/www.readymesh.it\/file\/2016\/07\/logo_CE.gif\"><img decoding=\"async\" class=\"immagineFloatSxMobile alignnone wp-image-375 size-full\" src=\"https:\/\/www.readymesh.it\/file\/2016\/07\/logo_CE.gif\" alt=\"logo_CE\" width=\"100\" height=\"72\" \/><\/a>La norma UNI EN 14889-1:2006 descrive e dettaglia le prove e le specifiche tecniche che le fibre di acciaio devono soddisfare per ottenere la famosa \u201cmarcatura CE\u201d, detta anche dichiarazione di conformit\u00e0 CE. La norma nel suo complesso contiene quindi le indicazioni circa i test da effettuare, i riferimenti alle norme tecniche che descrivono come eseguire i test prescritti, i valori limite che devono essere superati, il tipo di impasto da utilizzare per la realizzazione del calcestruzzo fibrorinforzato da testare e quali materie prime utilizzare, ecc.. Inoltre la norma dettaglia e classifica le varie tipologie di fibre d&#8217;acciaio, come gi\u00e0 discusso nella sezione dedicata ai materiali.<\/p>\n<p>Uno dei riferimenti pi\u00f9 importanti contenuti in questa norma \u00e8 certamente quello alla caratterizzazione degli effetti dell&#8217;addizione delle fibre alla resistenza a flessione del calcestruzzo. La norma in tal caso \u00e8 la EN 14651 (vedi sotto).[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row row_type=&#8221;row_full_center_content&#8221;][vc_column][vc_custom_heading text=&#8221;Marcatura CE per fibre sintetiche (EN 14889-2)&#8221; font_container=&#8221;tag:h2|font_size:26px|text_align:center|color:%23eb690b|line_height:1.2&#8243; use_theme_fonts=&#8221;yes&#8221;][vc_column_text]La norma EN 14889-2 rappresenta per le fibre sintetiche ci\u00f2 che la 14889-1 \u00e8 per le fibre d&#8217;acciaio! Si tratta anche in questo caso della dichiarazione di conformit\u00e0 CE. La norma sulle fibre sintetiche differenzia due metodi di certificazione distinti applicabili alle fibre: fibre per applicazioni generiche, il Sistema 3, e fibre per applicazioni strutturali, il Sistema 1.<\/p>\n<h4>SISTEMA 3<\/h4>\n<p>La marcatura CE per le fibre sintetiche con il Sistema di certificazione \u201c3\u201d si basa sul presupposto che la fibra in questione non sar\u00e0 utilizzata per scopi strutturali. I test pi\u00f9 importanti da effettuare sono la prova di trazione sulla fibra (EN 10002-1) e il test sugli effetti della fibra sulla consistenza del calcestruzzo (EN 12350-3). Entrambi descritti in seguito.<\/p>\n<p>In questa tipologia di certificazione la fibra \u00e8 sottoposta a pochi test, semplici e poco costosi. Inoltre qualunque laboratorio tecnologico per materiali da costruzione pu\u00f2 effettuare i test ed emettere il certificato. Il Sistema 3 \u00e8 dunque un tipo di certificazione piuttosto agevole da ottenere: di fatto \u00e8 una semplice autodichiarazione, rilasciata dal fornitore, del fatto che i valori riportati nella dichiarazione di prestazione sono veritieri. Inoltre non vi sono valori limite da rispettare o da superare, dunque qualunque fibra pu\u00f2 ottenere la marcatura col Sistema 3.<\/p>\n<h4>SISTEMA 1<\/h4>\n<p>La marcatura secondo la norma EN 14889-2 con il Sistema 1 \u00e8 stata concepita per testare e certificare la compatibilit\u00e0 delle fibre per applicazioni strutturali. La procedura per ottenere questa certificazione \u00e8 una diretta derivazione di quella utilizzata per certificare le fibre d&#8217;acciaio con la EN 14889-1.<\/p>\n<p>A differenza della marcatura col Sistema 3, il Sistema 1 richiede che le prove siano effettuate da un organismo notificato con autorizzazione ministeriale e che i campioni di materiale siano prelevati da un ispettore di detto organismo direttamente presso il sito di produzione del fornitore. Oltre a tutti i test previsti per la Sistema 3, la 1 richiede anche la caratterizzazione del comportamento di un concio di trave sottoposto a flessione, secondo la norma EN 14651 (la stessa usata per le fibre d&#8217;acciaio). Questo test \u00e8 costoso, complesso e lungo da ottenere. Inoltre a differenza del Sistema 3 in questo caso vi sono dei valori minimi da rispettare, quindi non tutte le fibre posso di fatto ottenere la marcatura per applicazioni strutturali.<\/p>\n<p>In sintesi, questo tipo di certificazione \u00e8 estremamente pi\u00f9 prestigioso rispetto alla marcatura con sistema 3. Nonostante questo, l&#8217;unica vera differenza tra le due \u00e8 un piccolo numerino scritto da qualche parte nella dichiarazione di prestazione o nella scheda tecnica (se presente). E&#8217; importante dunque saper distinguere le due tipologie e riconoscere quando una fibra \u00e8 strutturale certificata e quando no.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row row_type=&#8221;row_full_center_content&#8221;][vc_column][vc_custom_heading text=&#8221;Prescrizioni per il mix design (EN 14845-1)&#8221; font_container=&#8221;tag:h2|font_size:26px|text_align:center|color:%23eb690b|line_height:1.2&#8243; use_theme_fonts=&#8221;yes&#8221;][vc_column_text]Questa normativa definisce le materie prime da impiegare per la realizzazione degli impasti di calcestruzzo fibrorinforzato, il mix design del conglomerato, gli additivi da utilizzare, e prescrive come si realizzano la miscelazione e la successiva stagionatura. Questa norma fa s\u00ec che i test per la marcatura EN 14889-1 e -2 siano effettuati sempre con le stesse modalit\u00e0 e a partire dallo stesso calcestruzzo (almeno in linea teorica).[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row row_type=&#8221;row_full_center_content&#8221;][vc_column][vc_custom_heading text=&#8221;Effetto sulla consistenza (EN 12350-3)&#8221; font_container=&#8221;tag:h2|font_size:26px|text_align:center|color:%23eb690b|line_height:1.2&#8243; use_theme_fonts=&#8221;yes&#8221;][vc_column_text]La marcatura CE per le fibre sintetiche prescrive l&#8217;esecuzione della misurazione della consistenza del calcestruzzo fresco su due miscele: una addizionata con una determinata quantit\u00e0 di fibre e la stessa formula senza fibre. La differenza tra consistenza del calcestruzzo con fibre rispetto a quello senza fibre indica l&#8217;effetto dell&#8217;introduzione di fibre nella miscela. Questo valore \u00e8 particolarmente interessante per i pavimentisti e coloro che dovranno \u201clavorare\u201d il calcestruzzo fresco<\/p>\n<p>La tecnica per effettuare la prova della consistenza del calcestruzzo fresco \u00e8 quella che in gergo tecnico si dice anche \u201cprova di Veb\u00e8\u201d, definita dalla norma EN 12350-3. Per effettuare questa prova, si dispone un cono normalizzato di calcestruzzo fresco (cono di Abrams) su una piastra circolare, la piastra viene fatta vibrare con una procedura ben determinata e si misura il tempo che il calcestruzzo impiega ad \u201cespandersi\u201d oltre un certo raggio. Minore \u00e8 il tempo misurato e minore sar\u00e0 la consistenza del calcestruzzo.<\/p>\n<p>Il valore riportato nella dichiarazione di prestazione rilasciato dal laboratorio \u00e8 la differenza (misurata in secondi) tra il tempo di Veb\u00e8 riscontrato con la miscela senza fibre e quello con la miscela addizionata con fibre. Minore \u00e8 questa differenza e minore saranno gli effetti dell&#8217;addizione delle fibre al calcestruzzo.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row row_type=&#8221;row_full_center_content&#8221;][vc_column][vc_custom_heading text=&#8221;Resistenza alla trazione (EN 10002-1)&#8221; font_container=&#8221;tag:h2|font_size:26px|text_align:center|color:%23eb690b|line_height:1.2&#8243; use_theme_fonts=&#8221;yes&#8221;][vc_column_text]La resistenza alla trazione della singola fibra, normalmente riportata in scheda tecnica, effettuata secondo la norma EN 10002-1 \u00e8 una misura effettuata sulla fibra da sola, prima che venga inserita nel calcestruzzo.<\/p>\n<p>La tensione di rottura \u00e8 misurata inserendo la fibra in una macchina che allunga la fibra fino a romperla. La forza che la macchina ha dovuto esercitare per arrivare a rottura \u00e8 divisa per la superficie della sezione della fibra stessa, ottenendo una quindi una tensione. L&#8217;unit\u00e0 di misura \u00e8 spesso indicata in MPa (megapascal) o anche N\/mm<sup>2<\/sup>, le due unit\u00e0 di misura sono equivalenti.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row row_type=&#8221;row_full_center_content&#8221;][vc_column][vc_custom_heading text=&#8221;Resistenza alla flessione su trave (EN 14651)&#8221; font_container=&#8221;tag:h2|font_size:26px|text_align:center|color:%23eb690b|line_height:1.2&#8243; use_theme_fonts=&#8221;yes&#8221;][vc_column_text]Con questo test si misura la resistenza alla flessione (e per estrapolazione si misura anche la resistenza alla trazione) di un travetto di calcestruzzo addizionato con fibre strutturali. Il test \u00e8 prescritto sia nella marcatura CE delle fibre d&#8217;acciaio che di quelle sintetiche strutturali (Sistema 1).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-218\" src=\"https:\/\/www.readymesh.it\/file\/2016\/07\/resistenza-flessione-trave-1.jpg\" alt=\"resistenza-flessione-trave-1\" width=\"526\" height=\"329\" srcset=\"https:\/\/www.readymesh.it\/file\/2016\/07\/resistenza-flessione-trave-1.jpg 526w, https:\/\/www.readymesh.it\/file\/2016\/07\/resistenza-flessione-trave-1-300x188.jpg 300w, https:\/\/www.readymesh.it\/file\/2016\/07\/resistenza-flessione-trave-1-500x313.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 526px) 100vw, 526px\" \/>Per l&#8217;esecuzione del test si utilizza una speciale attrezzatura che applica una forza sul centro di un travetto pre-fessurato all&#8217;estradosso (il lato inferiore) e poggiato su due supporti laterali. L&#8217;esercizio della forza sviluppa una tensione di flessione che fratturer\u00e0 il concio al centro.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-219\" src=\"https:\/\/www.readymesh.it\/file\/2016\/07\/RESISTENZA-FLESSIONE-TRAVE-2.jpg\" alt=\"RESISTENZA-FLESSIONE-TRAVE-2\" width=\"451\" height=\"294\" srcset=\"https:\/\/www.readymesh.it\/file\/2016\/07\/RESISTENZA-FLESSIONE-TRAVE-2.jpg 451w, https:\/\/www.readymesh.it\/file\/2016\/07\/RESISTENZA-FLESSIONE-TRAVE-2-300x196.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 451px) 100vw, 451px\" \/>La misura della forza esercitata dalla pressa all&#8217;aumentare dell&#8217;apertura di fessura all&#8217;estradosso ci d\u00e0 una indicazione del comportamento del calcestruzzo fibrorinforzato quando la struttura \u00e8, staticamente parlando, \u201cin crisi\u201d! Il grafico della forza in funzione dell&#8217;apertura di fessura \u00e8 normalmente quello mostrato sopra. Si noti la differenza tra la curva A che \u00e8 tipica del calcestruzzo con fibre non strutturali (o senza fibre) e la B che rappresenta invece il travetto con fibre strutturali. Il grafico mostra anche una zona iniziale in cui la curva \u00e8 la stessa in entrambi i casi: questa fase, nella quale la curva della tensione sale in modo rapido e quasi verticale, descrive il travetto nel suo classico comportamento pre-fessurativo, cio\u00e8 prima che si fessuri. Superato il punto di rottura, la curva della resistenza subisce una brusca discesa e da questo momento in poi l&#8217;azione delle fibre strutturali diviene evidente.<\/p>\n<p>Tipicamente in questo tipo di prova si misurano i valori di tensione residua per due misure di apertura di fessura: a CMOD<sub>1<\/sub> e a CMOD<sub>4<\/sub>, cio\u00e8 quando l&#8217;apertura di fessura all&#8217;estradosso \u00e8 aumentata rispettivamente di 0.5 mm e di 3.5 mm rispetto alla situazione iniziale. La sigla CMOD \u00e8 l&#8217;acronimo di <em>crack mouth opening displacement<\/em>: sarebbe appunto l&#8217;apertura di fessura all&#8217;estradosso del travetto ed \u00e8 la misura utilizzata come ascissa nel grafico visualizzato.<\/p>\n<p>Una fibra che vuole essere strutturale deve portare il travetto a superare i valori di 1.5 e 1.0 MPa, rispettivamente a 0.5 e 3.5 mm di CMOD. Il dosaggio grazie al quale la fibra supera il test sar\u00e0 il dosaggio caratteristico della marcatura CE della fibra stessa.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row row_type=&#8221;row_full_center_content&#8221;][vc_column][vc_custom_heading text=&#8221;Test su piastra quadrata (EN 14488-5)&#8221; font_container=&#8221;tag:h2|font_size:26px|text_align:center|color:%23eb690b|line_height:1.2&#8243; use_theme_fonts=&#8221;yes&#8221;][vc_column_text]Diverse sono le versioni del test della flessione su piastra, a seconda delle normative applicate. Lo standard europeo \u00e8 descritto nella norma EN 14488-5. Questa norma prevede la realizzazione di un provino piatto di 60&#215;60 cm di lato e spessore 10 cm. Il provino \u00e8 poggiato sul perimetro e una pressa lo preme al centro, sino a completa rottura.<\/p>\n<p>Il test della resistenza alla flessione su piastra quadrata \u00e8 solitamente prescritto dai progettisti nel caso di spritz-beton strutturale in galleria. Questa prova di laboratorio \u00e8 infatti stata concepita per simulare gli effetti di un cedimento nella roccia in una galleria, dove all&#8217;interno si \u00e8 eseguito un rivestimento con spritz-beton. In una situazione simile infatti si ha una lastra di calcestruzzo sulla quale viene esercitato una pressione.<\/p>\n<p>Da notare che il test della piastra quadrata non \u00e8 prescritto dalla norma EN 14889 sulle fibre strutturali, quindi non \u00e8 indispensabile eseguirlo ai fini della marcatura CE e i valori ottenuti non sono riportati nella dichiarazione di conformit\u00e0 CE.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row row_type=&#8221;row_full_center_content&#8221;][vc_column][vc_custom_heading text=&#8221;Evoluzione futura&#8221; font_container=&#8221;tag:h2|font_size:26px|text_align:center|color:%23eb690b|line_height:1.2&#8243; use_theme_fonts=&#8221;yes&#8221;][vc_column_text]Sembra che il futuro dei calcestruzzi fibrorinforzati debba cambiare nel giro di qualche anno, a giudicare dai segnali inviati dai legislatori nazionali ed europei. Sempre pi\u00f9 infatti la procedura per l&#8217;utilizzo delle fibre sar\u00e0 quello per cui il progettista non dir\u00e0 pi\u00f9 quante e quali fibre utilizzare in una certa opera, ma bens\u00ec prescriver\u00e0 nel suo capitolato il tipo di calcestruzzo da utilizzare.<\/p>\n<p>Spieghiamo meglio: negli anni &#8217;90 si \u00e8 assistito in Italia ad una transizione dal tradizionale calcestruzzo \u201ca dosaggio\u201d al calcestruzzo \u201ca resistenza\u201d. La situazione di mercato iniziale vedeva le imprese ordinare il calcestruzzo all&#8217;impianto di betonaggio indicandogli direttamente quanti kg di cemento usare nella ricetta; a seguito del cambio normativo, questa pratica si \u00e8 interrotta e le imprese hanno cominciato a ordinare il calcestruzzo richiedendone la prestazione, incuranti di quale fosse la ricetta e di quanti kg di cemento si utilizzassero. Era diventato compito dell&#8217;impianto di betonaggio sapere come ottenere quella prestazione e garantirla.<\/p>\n<p>Allo stesso modo, con il calcestruzzo fibrorinforzato, la situazione probabilmente subir\u00e0 una evoluzione simile, nel corso dei prossimi anni. Sono gi\u00e0 descritte, da recenti normative, delle classi di \u201ctenacit\u00e0\u201d del sistema fibrorinforzato. In base a queste indicazioni un calcestruzzo \u00e8 classificato in base alla resistenza massima raggiunga nel test della resistenza a flessione, e dall&#8217;andamento del comportamento nel tratto post-fessurativo.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row row_type=&#8221;row_full_center_content&#8221;][vc_column][vc_custom_heading text=&#8221;Marcatura CE per fibre d&#8217;acciaio (EN 14889-1)&#8221; font_container=&#8221;tag:h2|font_size:26px|text_align:center|color:%23eb690b|line_height:1.2&#8243; use_theme_fonts=&#8221;yes&#8221;][vc_column_text]La norma UNI EN 14889-1:2006 descrive e dettaglia le prove e &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":27,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v23.5 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Quadro normativo sulle fibre per calcestruzzo - 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