{"id":30,"date":"2016-03-07T13:20:57","date_gmt":"2016-03-07T12:20:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.readymesh.it\/?page_id=30"},"modified":"2020-04-03T11:59:19","modified_gmt":"2020-04-03T09:59:19","slug":"applicazione","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.readymesh.it\/applicazione\/","title":{"rendered":"Applicazione"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row row_type=&#8221;row_full_center_content&#8221;][vc_column][vc_column_text]Di seguito presentiamo alcuni principi base e suggerimenti per un corretto utilizzo delle fibre per calcestruzzo.[\/vc_column_text][vc_tta_accordion style=&#8221;flat&#8221; shape=&#8221;square&#8221; color=&#8221;purple&#8221; gap=&#8221;20&#8243; c_icon=&#8221;triangle&#8221; active_section=&#8221;1&#8243; collapsible_all=&#8221;true&#8221; no_fill=&#8221;true&#8221;][vc_tta_section title=&#8221;Ricetta del calcestruzzo&#8221; tab_id=&#8221;1472201007015-db662457-d5b3&#8243;][vc_column_text]Per un corretto utilizzo delle fibre di rinforzo nel calcestruzzo, devono essere rispettati i principi di base per un calcestruzzo di qualit\u00e0 secondo la normativa vigente in materia, nazionale o internazionale. Le fibre READYMESH sono realizzate con materiali di alta qualit\u00e0 e sono compatibili con la maggior parte degli additivi e aggiuntivi presenti sul mercato, nonch\u00e9 <u>ovviamente<\/u> resistenti in ambiente alcalino.<\/p>\n<p>Nell\u2019addizione di fibre di rinforzo primario, il cui dosaggio \u00e8 normalmente pi\u00f9 elevato rispetto alle fibre antifessurative, \u00e8 consigliato verificare che alcuni parametri della miscela (tipicamente la curva granulometrica, il contenuto di cemento, il contenuto di acqua, ed in generale il valore a\/c) siano quelli tipici di un buon calcestruzzo classe C25\/30 o superiore. In particolare, ricette troppo magre di cemento o con basso contenuti di aggregati fini e filler possono presentare una matrice che mal si sposa con la presenza di fibre, compromettendo la qualit\u00e0 e la prestazione finale del conglomerato stesso. Consultate il nostro responsabile tecnico-commerciale pi\u00f9 vicino a voi per una valutazione preliminare del mix-design del calcestruzzo.<\/p>\n<p>Calcestruzzi oltremodo fluidi, con rapporto acqua\/legante alto ed eccessivamente \u2018vibrati\u2019 durante la posa in opera potrebbero presentare difetti di sedimentazione per le fibre d\u2019acciaio e di galleggiamento per le fibre polimeriche. Nel primo caso infatti si ha l\u2019acciaio con un peso specifico di circa 3 volte superiore al calcestruzzo e quindi tenderanno a disporsi sul fondo, al contrario per le fibre polimeriche il peso specifico \u00e8 di circa 2.5 volte inferiore a quello del calcestruzzo e dunque tenderanno a galleggiare. Va detto che nella pratica comune e con i normali calcestruzzi tipicamente utilizzati nella prassi costruttiva, anche in presenza di calcestruzzi fluidi (S5), il fenomeno \u00e8 marginale e quasi sempre trascurabile.<\/p>\n<p>Si sconsiglia l\u2019utilizzo delle fibre con calcestruzzi poco fluidi (S1 e in certi casi anche S2) perch\u00e9 l\u2019eccessiva \u2018durezza\u2019 dell\u2019impasto potrebbe compromettere l\u2019omogeneit\u00e0 della dispersione delle fibre durante la miscelazione, specie se i sacchetti sono stati inseriti direttamente in autobetoniera (vedi sotto).<\/p>\n<p>L\u2019addizione delle fibre potrebbe alterare fluidit\u00e0 e viscosit\u00e0 della matrice cementizia durante la fase \u2018plastica\u2019. Si consiglia di acquistare solo fibre dotate di marcatura CE, per le quali nel documento DoP sar\u00e0 possibile verificare il parametro detto appunto \u201ceffetto sulla consistenza del calcestruzzo\u201d o \u201cclasse di Veb\u00e8\u201d eseguito secondo la norma EN 12350-3. Questo parametro, espresso in secondi o in classe di Veb\u00e8 (da V0 a V4) indica la differenza di tempo (in secondi appunto) tra lo spandimento controllato di un calcestruzzo fibrorinforzato e la stessa ricetta senza l\u2019aggiunta di fibre. Per un valore espresso in secondi, sar\u00e0 preferibile un valore piccolo, mentre per un valore espresso come Classe di Veb\u00e8, sar\u00e0 preferibile una classe alta.<\/p>\n<p>Spiegazione delle classi:<\/p>\n<ul>\n<li>V0 &#8211; tempo Veb\u00e8: \u2265 31 s<\/li>\n<li>V1 &#8211; tempo Veb\u00e8: da 30 a 21 s<\/li>\n<li>V2 &#8211; tempo Veb\u00e8: da 20 a 11 s<\/li>\n<li>V3 &#8211; tempo Veb\u00e8: da 10 a 6 s<\/li>\n<li>V4 &#8211; tempo Veb\u00e8: da 5 a 3 s<\/li>\n<\/ul>\n<p>La valutazione del tempo di Veb\u00e8 di un modello di fibre per calcestruzzo \u00e8 fondamentale per valutare potenziali implicazioni in fase di posa in opera, specialmente nella costruzione dei pavimenti industriali, dove la corretta lavorabilit\u00e0 della matrice \u00e8 di fondamentale importanza. Una fibra con un basso tempo di Veb\u00e8 (alta classe) potr\u00e0 essere impiegata senza particolari problemi dato che non influir\u00e0 significativamente sulla reologia dell\u2019impasto fresco. Al contrario, una fibra con un alto tempo di Veb\u00e8 (classe bassa) render\u00e0 necessaria la modifica della formula per compensare la perdita di lavorabilit\u00e0.[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Dosaggio&#8221; tab_id=&#8221;1472201007054-fac2233d-c77a&#8221;][vc_column_text]Il dosaggio delle fibre di acciaio pu\u00f2 variare da 15 a 75 kg\/m\u00b3. Le applicazioni strutturali pi\u00f9 comuni \u201cconsumano\u201d in media 25-30 kg\/m\u00b3 nel caso di pavimenti, per spingersi fino a 40-50 kg\/m\u00b3 nel caso di spritz-beton e applicazioni ad elevato carico statico. Le fibre d\u2019acciaio corte, specifiche per applicazioni a non strutturali, o in cui si prevedono carichi di modesta entit\u00e0, sono normalmente dosate tra 15-20 kg\/m\u00b3.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda le fibre sintetiche\/polimeriche, il dosaggio rientra di norma in un valore tra 0.5 e 1.5 kg di fibre per m\u00b3 di calcestruzzo, per le micro-fibre antifessurative, e tra 1.5 e 6.0 kg\/ m\u00b3 per le macro-fibre strutturali. In questo ultimo gruppo, in applicazioni fortemente iperstatiche quali le pavimentazioni industriali il dosaggio tipico \u00e8 1.5-3.0 kg\/ m\u00b3, per la prefabbricazione si va dai 2.0 ai 4.0 kg\/ m\u00b3 e per il calcestruzzo proiettato tipicamente si va dai 3.0 ai 6.0 kg\/ m\u00b3. Tutti i valori qui presentati sono puramente indicativi e rappresentano una stima grossolana sulla base della nostra esperienza; ogni applicazione ha le sue specificit\u00e0 ed \u00e8 dunque doveroso valutare il dosaggio caso per caso.[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Addizione delle fibre all\u2019impasto&#8221; tab_id=&#8221;1472203256665-9d9c3d7a-d5f5&#8243;][vc_column_text]Il momento ideale per l\u2019introduzione delle fibre nella miscela \u00e8 in concomitanza all&#8217;introduzione degli inerti (sabbia e ghiaia) nel mescolatore o nel tamburo dell\u2019autobetoniera. In questo caso, aprire i sacchetti e \u2018vuotarli\u2019 a distanza di qualche secondo uno dall&#8217;altro sul nastro in movimento.<\/p>\n<p>Qualora il nastro di carico degli inerti non fosse presente (ad esempio negli impianti di betonaggio verticali) oppure qualora gli operatori non potessero accedere al nastro di carico in sicurezza, l\u2019aggiunta delle fibre pu\u00f2 essere effettuata direttamente nel mescolatore, tramite gli opportuni sportelli, e solo dopo che il carico degli inerti \u00e8 gi\u00e0 iniziato.<\/p>\n<p>Esiste anche la possibilit\u00e0 di addizionare le fibre direttamente nell&#8217;autobetoniera: in questo caso sar\u00e0 possibile, a carico ultimato, addizionare le fibre direttamente nella bocca di carico del tamburo mentre lo stesso \u00e8 alla sua massima velocit\u00e0 di rotazione, avendo l\u2019accortezza di attendere qualche decina di secondi tra l\u2019introduzione di un sacchetto e il successivo. Alcuni tipi di fibre sono imballati in uno speciale sacchetto che si dissolve in ambiente alcalino: se fosse questo il caso, sar\u00e0 possibile addizionare le fibre buttando l\u2019intero sacchetto, anche chiuso, nella bocca di carico.[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Tempo di miscelazione&#8221; tab_id=&#8221;1472203275555-c75b661f-24ae&#8221;][vc_column_text]Una regola empirica (ma molto efficace ed utilizzata da molti operatori) per determinare il tempo di miscelazione \u00e8 la seguente: al termine del caricamento delle fibre in autobetoniera (o del conglomerato stesso) si dovr\u00e0 procedere a miscelare il calcestruzzo alla massima velocit\u00e0 di rotazione del tamburo per almeno un minuto ogni metro cubo caricato (quindi una autobetoniera carica con 8 m<sup>3<\/sup> dovr\u00e0 miscelare per 8 minuti).<\/p>\n<p>Diverso \u00e8 il caso della miscelazione con mescolatore all&#8217;impianto di betonaggio: la miscelazione finale in autobetoniera potr\u00e0 essere ridotta della met\u00e0 in virt\u00f9 della miscelazione gi\u00e0 avvenuta durante il ciclo nel pre-mescolatore.<\/p>\n<p>\u00c8 buona norma, specialmente nel caso di impasti speciali o ricette poco fluide, effettuare un controllo visivo del calcestruzzo prima della posa in opera. Oppure scaricare una piccola quantit\u00e0 di prodotto e verificare l\u2019effettiva omogeneit\u00e0 della miscela fibre+calcestruzzo. Qualora si riscontrino difetti, procedere ad una ulteriore miscelazione per il tempo necessario.[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Maturazione del calcestruzzo&#8221; tab_id=&#8221;1472203301214-18b45f8b-fc02&#8243;][vc_column_text]L\u2019addizione delle fibre al calcestruzzo, in particolar modo quelle antifessurative, consenta un efficace contrasto all&#8217;insorgere di fenomeni fessurativi durante le prime ore di vita a partire dalla messa in opera. Nonostante questo, come ulteriore protezione, \u00e8 comunque caldamente consigliato prevedere una corretta stagionatura per evitare spiacevoli difetti estetici o prestazionali dell\u2019opera finale, mediante gli appositi trattamenti antievaporanti o il ricorso a fogli di polietilene e sistemi affini.[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][\/vc_tta_accordion][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row row_type=&#8221;row_full_center_content&#8221;][vc_column][vc_column_text]Di seguito presentiamo alcuni principi base e suggerimenti per un corretto utilizzo delle fibre per calcestruzzo.[\/vc_column_text][vc_tta_accordion style=&#8221;flat&#8221; shape=&#8221;square&#8221; color=&#8221;purple&#8221; gap=&#8221;20&#8243; &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v23.5 - 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